Nel nome del Signore!

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A dispetto di un progresso che invade ogni angolo, il nostro vecchio mondo rimane intriso di atmosfere mistiche.
Sei ancora quello della pietra e della fionda ...” Scriveva il poeta riassumendo in poche e semplici parole la realtà.
Agli albori della storia gli uomini adoravano la Madre Natura, dispensatrice di vita, e la difendevano da ogni infamia, anche se il prezzo da pagare era la morte.

Poi i nostri antenati hanno imparato a costruire grandi e bellissime città e hanno creato maestosi templi per dei, sempre nuovi ma sempre uguali. 
Infine l'uomo ha ucciso l'uomo per difendere la sua idea di Dio, molte volte.
 
Camminando per le strade delle nostre enormi città di cemento ci sentiamo esseri evoluti, ma siamo tanto diversi da chi a più riprese ha commesso atti inenarrabili in nome di un fantomatico essere denominato Dio?
 
Meno di un mese fa i fondamentalisti islamici di Hamas hanno arrestato dei giovani (maschi!) scoperti in strada con indosso pantaloni a vita bassa. Pare sia un capo di abbigliamento inaccettabile in quanto, a volte, lascia intravvedere la biancheria intima. Ottenuto il burqa per le donne ora i fanatici spostano la loro attenzione verso l'altra metà del mondo; nel nome del Signore!
 
Ma il fanatismo non si limita all'eliminazione del libero arbitrio, a volte distrugge quanto di bello è stato fatto in passato. E' successo in Marocco, sulle montagne dell'Alto Atlante; nei giorni scorsi un gruppo di salafiti ha distrutto graffiti rupestri raffiguranti il sole perchè ritenuti idolatri.
Più di ottomila anni fa un uomo ha voluto rappresentare sulle rocce la bellezza dell'astro che ci illumina e ci dona la vita e con amore ha realizzato un'opera d'arte. Un'opera oggi distrutta dall'odio di altri uomini, in nome di un essere denominato Dio.
 

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